mercoledì 29 ottobre 2014

Arte e parte



Uno dei miei street artist preferiti: ZedOne.
All'Hôtel de Ville di Parigi, nell'estate 2011, ho avuto il piacere di visitare la mostra organizzata da Street Art Utopia dove, tra i tanti nuovi capolavori di arte urbana, contemporanea e graffiante che facevano capolino negli immensi saloni, tra i lampadari Baccarat e gli scaloni in marmo, le decorazioni in foglia d'oro e i monumenti scultorei, c'erano i suoi drawings/canvas. Ed il tutto era fuso perfettamente tra antico e moderno, classico e d'avanguardia, a celebrare le infinite forme e sfaccettature dell'Arte.
Sui muri dell'Italia e di diversi Paesi europei, Zed lascia decantare le sue opere a cielo scoperto, a minare, con quell'acume che è classico del genio, i vizi di una società che ci sta portando all'omologazione e all'automatismo.

Per lasciarsi incuriosire e imparare a capirne un po' di più di graffiti e murales, schierandosi poi consapevolmente dalla parte di chi li considera rappresentazioni artistiche oppure di chi li osteggia declassandoli a semplici "gribouillages":  
http://www.zed1.it/canvasdrawing.php
Italia, facciamoci una CULTURA!

Fotografie tratte dal sito dell'artista

lunedì 27 ottobre 2014

Anima vagula, blandula....davanti all'Amore

Federico Garcìa Lorca - Salvador Dalì
"Accetterò di assimilare l'amore alle gioie puramente fisiche [...] di tutti i nostri giochi, questo è il solo che rischi di sconvolgere l'anima, il solo altresì nel quale chi vi partecipa deve abbandonarsi al delirio dei sensi. Non è necessario per un bevitore accanito abdicare all'uso della ragione, ma l'innamorato che conservi la sua non obbedisce fino in fondo al suo demone [...] non ne conosco altro ove l'uomo sia spinto a risolversi da motivi più elementari e ineluttabili, ove l'oggetto della scelta venga valutato con maggiore esattezza per il peso di piaceri che offre, ove chi ama il vero abbia maggiori possibilità di giudicare la creatura umana nella sua nudità. Stupisco nel veder formarsi di nuovo ogni volta - nonostante un abbandono che tanto eguaglia quello della morte, un'umiltà che supera quella della sconfitta e della preghiera - quel complesso di dinieghi, di responsabilità, di promesse: povere confessioni, fragili menzogne, compromessi appassionati tra i nostri piaceri e quelli dell'Altro, legami che sembra impossibile infrangere e che pure si sciolgono così rapidamente. Questo gioco misterioso che va dall'amore di un corpo all'amore d'un essere umano, m'è sembrato tanto bello da consacrarvi tutta una parte della mia vita [...] Confesso che la ragione si smarrisce di fronte al prodigio dell'amore, strana ossessione che fa sì che questa stessa carne, della quale ci curiamo tanto poco quando costituisce il nostro corpo, preoccupandoci unicamente di lavarla, di nutrirla e - fin dov'è possibile - impedirle che soffra, possa ispirarci una così travolgente sete di carezze sol perchè è animata da una individualità diversa dalla nostra, e perchè è dotata più o meno di certi attributi di bellezza sui quali, del resto, anche i giudici migliori sono discordi. Di fronte all'amore, la logica umana è impotente, come in presenza delle rivelazioni dei Misteri [...] l'Amore, non altrimenti della danza delle Menadi e del delirante furore dei Coribanti, ci trascina in un universo insolito, ove in altri momenti è vietato avventurarci, e dove cessiamo di orientarci non appena l'ardore si spegne  e il piacere si placa [...] se un essere solo, anzichè ispirarci tutt'al più irritazione, piacere o noia, ci insegue come una musica e ci tormenta come un problema, se trascorre dagli estremi confini al centro del nostro universo, e infine ci diviene più indispensabile che noi stessi, ecco veriricarsi il prodigio sorprendente, nel quale ravviso ben più uno sconfinamento dello spirito nella carne che un mero divertimento di quest'ultima".

MARGUERITE YOURCENAR
Memorie di Adriano


Ci può essere modo di dire più perfetto di una cosa così informe?

Parole che vivono

CAMOGLI - SAN FRUTTUOSO - ZOAGLI - PORTOFINO; AGOSTO 2014

Ricordi di un incontro che poco ha a che fare con la fatalità: chiamiamolo un'epifania fortuita il mio incontro con Antonia Pozzi. Poetessa e fotografa
di estrema raffinatezza e sensibilità, ha saputo carpire sì tanta bellezza nella semplicità del mare, degli alberi, dei visi rugosi dei mozzi. 
Nella mostra a lei intitolata, in un caldo e assolato pomeriggio di fine agosto,
cercando qualcosa in me, ho trovato un angolo di mondo al riparo dal fracasso, dall'andivieni dei turisti e dallo scrosciare delle onde. Lì, le sue parole d'anima gentile hanno dettato il silenzio e la pace interiore. 
Un piccolo assaggio di Lei: lo propongo con  un accostamento squisito di parole-immagini per lasciarsi assolutamente ingolosire dalla tua Opera tutta. 




 

LIEVE OFFERTA - Antonia Pozzi ; tratto dalla raccolta "Parole"

Vorrei che la mia anima ti fosse
leggera
come le estreme foglie
dei pioppi, che s’accendono di sole
in cima ai tronchi fasciati
di nebbia -

Vorrei condurti con le mie parole
per un deserto viale, segnato
d’esili ombre -
fino a una valle d’erboso silenzio,
al lago -
ove tinnisce per un fiato d’aria
il canneto
e le libellule si trastullano
con l’acqua non profonda -

Vorrei che la mia anima ti fosse
leggera,
che la mia poesia ti fosse un ponte,
sottile e saldo,
bianco -
sulle oscure voragini
della terra.


 Una Musa inquieta e una donna meravigliosa....